I mille scorci del borgo medievale e il paesaggio mozzafiato verso le Egadi
Se le origini di Erice si perdono nella nebbia del tempo, passeggiando tra le stradine acciottolate del borgo medievale sulla cima di monte San Giuliano, quella stessa nebbia lascia scoprire segni, simboli e leggende nate ben prima di punici e romani che qui eressero un santuario dedicato alla dea della Bellezza e dell'Amore.
Se le origini di Erice si perdono nella nebbia del tempo, passeggiando tra le stradine acciottolate del borgo medievale sulla cima di monte San Giuliano, quella stessa nebbia lascia scoprire segni, simboli e leggende nate ben prima di punici, e romani che qui eressero un santuario dedicato alla dea della Bellezza e dell'Amore. Visitare Erice significa, infatti, perdersi tra mille scorci di stradine basolate, fortificazioni, antiche chiese (la Matrice e Sant'Orsola), conventi, botteghe artigiane (produzione di ceramica, dolci tipici, tappeti), pinete e giardini, per poi smarrirsi, sul bordo della cittadina, in panorami mozzafiato verso le isole Egadi, lo Stagnone, le Saline e i campi coltivati di tutta la provincia di Trapani.
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